Come la Blockchain può aiutarci nell’emergenza Covid-19

Come la Blockchain può aiutarci nell'emergenza Covid-19

La crisi scatenata dall’emergenza Covid-19 ha generato moltissima instabilità sui mercati finanziari e non ha tardato a far vedere i suoi effetti anche sull’economia reale, dovuto anche al blocco delle produzioni ed alla, necessaria, quarantena per tutti i cittadini. I governi si trovano a fronteggiare un nemico invisibile sia con strumenti che vanno a migliorare la situazione sanitaria, sia con strumenti che diano nuovo impulso e, soprattutto, garantiscano liquidità al sistema economico. In questo articolo cercheremo di capire come la tecnologia Blockchain possa rientrare tra gli strumenti che supportino la ripresa economica, grazie anche ad alcuni esempi di utilizzo che provengono dagli Stati Uniti, ad oggi il paese più colpito dal virus. 

L'oro digitale: il Bitcoin

La BCE ha fatto sapere che darà supporto all’economia procedendo ad un massiccio acquisto di titoli sul mercato. Ci si aspetta che l’aumento dell’offerta di moneta porti ad un aumento dell’inflazione. Questo aumento ha il duplice effetto di abbassare il valore del debito dei paesi, che emettono titoli, ma anche quello di far diminuire il valore dei risparmi, dei patrimoni personali degli investitori. Questi ultimi utilizzano l’oro come bene rifugio, sia per proteggersi dal fenomeno dell’inflazione sia per “parcheggiare” liquidità in momenti di grave instabilità e volatilità dei mercati.
Il problema che però sorge a questo punto è: se detengo oro metto al sicuro la mia liquidità ma non posso utilizzarlo come metodo di pagamento.
Il fatto che l’oro sia un bene scarso mi permette di utilizzarlo come strumento che protegga i miei risparmi dall’inflazione ma, in un’economia così globalizzata e digitalizzata, diventa praticamente inutile.
Satoshi Nakamoto, l’anonimo creatore del Bitcoin, lo aveva creato proprio con questo scopo: Egli ha pertanto voluto creare l’oro digitale: bitcoin appunto. Come l’oro infatti, anche il bitcoin è scarso. Ne saranno emessi in totale solo 21 milioni. Ogni quattro anni circa, il numero di bitcoin emessi viene dimezzato, fino al 2140 circa, quando non ci saranno più bitcoin disponibili. 

Come l’oro bitcoin è dunque un bene deflazionario. Come l’oro bitcoin non può essere falsificato (la potenza di calcolo richiesta per falsificare bitcoin non può essere riprodotta), è portabile (bitcoin si trova sulla blockchain e basta una connessione a internet per accedervi), è divisibile (il bitcoin può essere diviso fino a 8 decimali) ed è fungibile (ogni bitcoin è uguale agli altri).

Il Bitcoin, programmato come oro digitale, è stato pensato anche come moneta per lo scambio nel mercato digitale perché permette un pagamento irreversibile. 

Le banche centrali mondiali sono da un lato spaventate dall’avvento di questi strumenti innovativi ma dall’altro ne sono profondamente incuriosite, non è da escludere che in tempi breve vedremo nascere collaborazioni con i governi per la creazione di cryptovalute di Stato.

Alcune idee dagli Stati Uniti

Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli USA (US Department of Homeland Security) ha inserito la blockchain tra le infrastrutture critiche ed essenziali durante l’emergenza Covid-19. 
La Blockchain può essere un supporto per il paese perchè permetterebbe in maniera molto pratica, semplice e veloce di digitalizzare asset finanziari. La digitalizzazione tramite questa tecnologia permetterebbe di rendere tutte le transazioni finanziarie trasparenti, verificabili in qualsiasi momento dal governo, mantenendo, nello stesso tempo, elevati livelli di sicurezza e praticità. 
Se un soggetto scambia una moneta virtuale, gestita tramite la Blockchain, con un altro utente, della loro transazione rimane traccia nei registri Blockchain, con la garanzia che nessuno possa manomettere quei dati. Un aspetto importante da sottolineare è che ciò risolverebbe anche molti problemi legati all’evasione fiscale.
Binance, noto exchange di cryptovalute (ovvero un portale dopo si può scambiare denaro reale con monete digitali Blockchain), ha fatto sapere, tramite il suo CEO Catherine Coley, che l’azienda è pronta a supportare il governo americano in eventuali operazioni di creazione di una stablecoin.

Una stablecoin è una moneta digitale creata con la Blockchain il cui valore è fisso, Coley suggerisce di utilizzarla per sostenere finanziariamente i cittadini americani, tramite pagamenti universali o reddito di base. Tuttavia, tutto ciò dovrebbe avvenire solo ed esclusivamente online, in modo da non richiedere che le persone debbano spostarsi fisicamente per poter incassare questi fondi, ovvero una distribuzione sterile, efficiente ed accessibile.