Robo advisor: cosa sono e come funzionano

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Un’introduzione

Con il nuovo millennio sono entrati in scena dei nuovi protagonisti nel settore della Fintech, atti a rendere gli investimenti più semplici, alla portata di tutti e molto più convenienti. Stiamo parlando dei robo advisor: tradotto letteralmente “advisor” sta per consulente e ” robo” per robot, data la componente altamente tecnologica dietro le loro funzionalità. Con la crisi finanziaria del 2008, la fiducia verso gli investimenti e i suoi relativi prodotti era scesa quasi ai minimi storici. Difatti, la risposta degli operatori di settore fu quella di voler semplificare e rendere più malleabile l’accesso alla gran parte delle operazioni di trading e convogliare la gestione del patrimonio verso un approccio più indipendente.

Per l’appunto è importante precisare che suddetti servizi di consulenza e prodotti collegati sono normati alla stessa identica maniera dei servizi parenti tradizionali. Le norme al livello internazionale e nazionale in essere esistono per salvaguardare gli investitori da procedure contaminate da conflitti d’interesse o dall’assenza di etica finanziaria. Il controllo è affidato alla Consob in Italia, alla Sec e Finra negli Stati Uniti, alla Fca nel Regno Unito e altri enti di altre realtà giurisdizionali. Un approfondimento interessante viene dalla Consob, con oggetto la direttiva europea Mifid II.

Nel 2007, difatti, Jon Stein fondò la Betterment, compagnia d’investimenti online e principale traghettatrice verso la popolarità mondiale dei robo advisor.  Questi strumenti si avvalgono di una particolare tecnologia informatica per snellire alcuni aspetti legati al mondo del wealth management e delle strategie finanziarie operazionali. Ad oggi esistono circa 140 piattaforme che adoperano la tecnologia della consulenza robotica. Esse sono presenti  prevalentemente negli Stati Uniti, in Canada, in Europa, in Australia e Asia.

Cosa sono i robo advisor?

I robo advisor sono dei servizi digitali che offrono la possibilità di gestire in maniera automatizzata un portagoglio o più portafogli d’investimento senza l’apporto di un consulente umano.  La tecnologia che vi sta dietro è principalmente l’algoritmo, esso prende delle decisioni in maniera consequenziale e logica per risolvere un problema e arrivare a un obiettivo.

Infatti, il consulente avvierà delle procedure per scegliere il miglior investimento processando gli andamenti passati dei mercati finanziari. Per esempio, su un determinato asset client le scelte saranno ponderate secondo la capacità d’investimento, dal margine di rischio e dagli obiettivi sul medio o lungo termine. Quindi, i parametri di questa scelta sono giustamente modellati attraverso il profilo di ogni singolo investitore e dalla sua aspettativa di rendimento.

I robo sono utilizzabili tramite piattaforme su internet e con qualsiasi device collegato alla rete, sia esso uno smartphone o un tablet. Questa metodologia rende questo strumento assolutamente votato alla dinamicità, guadagnando popolarità e fiducia in termini di user experience. Inoltre, possiamo chiaramente affermare che la tradizionale consulenza face to face è pressoché quasi azzerata con relativi benefici che vanno dalla riduzione dei costi e delle commissioni applicate.

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Come funzionano i robo advisor?

I consulenti robo adottano due principali modelli d’intervento e si differenziano in due macro categorie: quella automatica e quella ibrida.

  • La modalità automatica è quando l’investitore si affida totalmente al consulente robo e non vi è nessun  intervento da parte della componente umana per la definizione, ad esempio, dell’asset management. In questa modello rientrano gli human4robo advisor e i robo4human advisor.
  • Invece nella modalità ibrida abbiamo un intervento bilanciato da ambo le parti: l’algoritmo definisce tutta l’architettura dell’investimento per il portafoglio, successivamente un consulente finanziario potrà ridefinire al meglio tutta la pianificazione finanziaria e gli obiettivi prefissati. In questo modello rientrano i robo4strategy advisor e gli online advisor.

Fino a non poco tempo fa un cliente convenzionale era colui che aveva un patrimonio minimo da investire medio intorno ai 50.000 mila euro. Le possibilità di base erano quindi attestate su un livello già abbastanza medio alto da permettere dei buoni investimenti di partenza, anche se le spese potevano gravare parecchio sul rendimentio finale. Le vicissitudini socioeconomiche mondiali degli ultimi quindici, vent’anni hanno modificato ampliamente le abitudini d’investimento di una gran fetta della popolazione dedita al trading.

Infatti, vi è stato un boom degli investimenti ad appannaggio della finanza domestica. È proprio qui che la funzione strategica della robo advisory ha il suo vantaggio: permettere anche alle utenze domestiche d’investire partendo anche da cifre irrisorie. Per utenze domestiche intendiamo quegli investitori che hanno:

  • poca dimestichezza finanziaria
  • scarsa disponibilità economica
  • poca volontà di seguire i propri investimenti
  • immobilità nell’avere a che fare con un consulente tradizionale per via dei costi e per la loro percentuale di commissione.

Conclusioni: i costi

Infine, la tecnologia algoritmica ci permette di risparmiare considerevolmente sui costi di gestione e sulle commissioni dovute alla piattaforma che offre il servizio.

Ma a quanto ammontano queste spese quasi innominabili?

Al tutt’oggi siamo tra lo 0.2 % fino a un massimo del 1 % dell’ammontare totale dell’investimento; mentre per una consulenza tradizionale le percentuali sono dal 1,3 % al 1,5 % sul totale. Dobbiamo anche considerare che se dovessimo affidare l’investimento a prodotti passivi come gli Etf (Exchange Trade Fund) i costi potrebbero fluttuare ancora verso il ribasso, riuscendo a consolidare un rendimento oltre le nostre aspettative.

 

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